giovedì 22 ottobre 2009

Libertà di stampa. Davide Giacalone

La libertà di stampa ha, in Italia, seri problemi, nessuno dei quali è stato colto da Reporters sans frontières e dal loro annuale rapporto. Naturalmente il nostro è il Paese, a loro dire, dove chi scrive le cose come stanno, senza guardare in faccia nessuno, rischia frequentemente d’essere frustato in sala mensa.
Nella graduatoria ci collochiamo al posto 49, su 175. Perdendo cinque punti rispetto all’anno scorso e ben quattordici rispetto al 2007. Ora, vorrei sapere, che cosa è successo, dal 2007 ad oggi? Niente.
Allora, passiamo alla seconda domanda: come fanno, i curatori del rapporto, a fare le misurazioni? Semplice, distribuiscono questionari ai giornalisti stessi. Ed è qui, che mi sono preoccupato, perché se siamo al quarantanovesimo dopo avere ascoltato l’opinione di quelli che sfilano e si sentono minacciati solo perché non tutti si spellano le mani ad applaudire, allora vuol dire che da noi c’è una libertà di stampa incontenibile e senza confini. Ma c’è un ultimo dato che lascia capire di che stiamo parlando: secondo Rsf gli Stati Uniti passano dal posto 40 al 20 per il solo fatto che è stato eletto Obama, il quale, oltre tutto, nel corso della campagna elettorale buttò fuori dei giornalisti dal suo seguito, e da Presidente si rifiuta di avere contatti con una rete televisiva che considera al pari di un partito avversario. E’ nei suoi diritti, ci mancherebbe altro, ma quando questo capita dalle nostre parti subito partono i funerali della libertà e della democrazia.
Posto, dunque, che con questa roba senza frontiere ci si possono fare solo discorsi privi di senso, il problema vero del nostro mercato editoriale è che la quasi totalità degli editori ha interessi industriali che superano, di gran lunga, quelli editoriali. Il che li porta, inevitabilmente, ad utilizzare i primi come strumentali ai secondi. Ad un certo punto era venuto fuori un editore che, in effetti, pur avendo mosso i primi passi nell’edilizia, ed avere poi tentato l’ingresso nella grande distribuzione, comunque aveva creato una società il cui interesse prevalente era quello editoriale. Trattasi di Silvio Berlusconi. Lo stesso cui si fa riferimento ogni volta che la stampa in perdita di copie spera di annetterne la responsabilità alla diminuita libertà.
Il conflitto d’interessi, pertanto, nel nostro mercato è endemico: riguarda gli editori che usano l’editoria, e riguarda chi, da editore, è divenuto soggetto politico. Se una buona legge sul conflitto d’interessi non s’è mai veramente fatta è perché non potrebbe riguardare solo Berlusconi.
Il secondo motivo per cui non siamo messi bene consiste nel fatto che giornali e giornalisti sono querelabili da parte di magistrati, quindi trascinabili in tribunali dove a decidere sono i colleghi del querelante. Ne ho personalmente viste, in materia, di ridicole e di disgustose, ma non ho mai sentito una seria protesta a difesa della libertà di chi scrive. Sono stato, come altri, querelato da magistrati che ritenevano offeso l’onore dei magistrati stessi e chiedevano ad un magistrato di stabilire quale fosse la punizione adeguata per quanti attaccano i magistrati. Avrebbero meritato, tutti, un gran pernacchio, invece, da cittadino modello e senza scampo, mi sono fatto processare.
A fronte di questi, che sono i problemi veri, quella di Reporters sans Frontières è robetta all’acqua di rose, poco più dell’aggregazione di pettegolezzi e lamentele generiche. Perché, ad esempio, non si sono chiesti in quale modo la stampa è finanziata, chi, nelle diverse parti del mondo, ci mette i soldi perché non chiuda. Lo avessero fatto avrebbero scoperto che qui in Italia i soldi li mettono i lettori, ma prima di loro ce li mette lo Stato, con il finanziamento pubblico e la copertura delle spese. Poi ci sono gli introiti pubblicitari, che se restassero da soli tutti avrebbero già chiuso.
Non c’è libertà di stampa, quindi, in un Paese che finanzia la stampa con la spesa pubblica? Purtroppo, i giornali che oggi pubblicheranno quei dati non avranno il coraggio di mettere in pagina la verità più sgradevole: non mancano le strutture e non mancano i soldi per reggere ed alimentare la libertà, scarseggiano, invece, gli uomini liberi, che non siano luogocomunisti in servizio permanente effettivo, che sappiano difendere le proprie idee senza pensare che siano quelle di tutti.

5 commenti:

zaza ha detto...

Ti manca un po' di informazione se sostieni che dal 2007 ad oggi non è successo niente. Ad esempio il caso Europa7, per cui l'anno scorso l'Italia ha pagato una multa alla Comunità Europea. Oppure il ritorno al Governo di Silvio Berlusconi. Oppure il finanziamento (del 2006 protratto negli anni successivi) dei Decoder per il Digitale Terrestre e la concomitante rinuncia della RAI al progetto Digitale Terrestre... oppure le dimissioni del direttore RAI per mancato pluralismo... e tante tante altre cose. Un po' di obiettività per favore. Non si può dire che dal 2007 ad oggi non è cambiato nulla. Per parlare è meglio conoscere i fatti altrimenti si fa una miglior figura a stare zitti.

Acchiappabufale ha detto...

da antikom news

La bufala della sentenza della Corte di Giustizia Europea contro Retequattro, dove c'è l'unica goccia nel mare dell'informazione di regime, il nostro Emilione !

Per l'ennesima volta mi sono sentito ripetere su Ok Notizie la bufala della sentenza della Corte di Giustizia europea, che obbligherebbe Retequattro a chiudere o trasferirsi.
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Mi si citavano alcune informazioni che ho poi scoperto esser state prese dal blog di Travaglio, ad oggi condannato per diffamazione.
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Qui il link alla discussione
http://oknotizie.alice.it/info/104102f9690cf272/e_meno_ma...
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Per l'amico di sinistra, però, verità assodata, incontestabile. Nessun dubbio, fede incrollabile, basta che collimi con quello che vuol credere, e qualsiasi bufala diventa "credibile" (il Credo di sinistra).
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Ma non bastava, perdiana, chiedersi come mai allora Retequattro trasmette ancora ?
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...adesso basta con le bufale ! e con i loro spargitori per il web, povere vittime inconsapevoli...
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Di seguito degli estratti della "sentenza" (che non è una sentenza), che vi svelano in poche righe una breve cronistoria della vicenda giudiziaria e la truffa, la bufala.
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Il virgolettato è nella sentenza della Corte Europea che trovate a questo link,
http://ia341004.us.archive.org/3/items/Sentenza38005/Sent...
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il corsivo è mio. (se non volete leggere tutto, potete andare alle ultime righe, colorate in blu)
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36... "La Centro Europa 7 ha proposto dinanzi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio un ricorso diretto, segnatamente, a far dichiarare il suo diritto ad ottenere l’assegnazione delle frequenze ed il risarcimento del danno subìto."
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37 ..."Detto Tribunale ha respinto tale ricorso con sentenza 16 settembre 2004."
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Poi la causa è andata il Consiglio di Stato che...
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39 "...omissis.. nella detta decisione,(il Consiglio di Stato intende) limitare il proprio esame alla domanda di risarcimento danni della Centro Europa 7 e non intende pronunciarsi, al momento, sulla domanda di concessione delle frequenze"
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"Esso ricorda che l’art. 3, n. 2, della legge n. 249/1997 consentiva agli «occupanti di fatto» delle frequenze radio, legittimati ad operare in base alla precedente disciplina, di continuare a trasmettere fino al rilascio delle nuove concessioni...omissis"
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"Esso ricorda altresì che l’art. 3, n. 7, della legge n. 249/1997 consentiva la prosecuzione di tali trasmissioni, rimettendo all’Autorità la fissazione di un termine ultimo"
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"In mancanza di una data stabilita dall’Autorità, la Corte costituzionale ha fissato al 31 dicembre 2003 il termine entro il quale i programmi irradiati dalle reti eccedenti avrebbero dovuto essere trasmessi solo via satellite o via cavo, liberando così, secondo il giudice del rinvio, le frequenze da assegnare alla Centro Europa 7."
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Acchiappabufale ha detto...

(Nota mia: la situazione oggi è completamente cambiata: è disponibile almeno un canale terrestre in banda vhf libero e ben di piu' sulla piattaforma digitale terrestre.)
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43 "La legge n. 112/2004, con il meccanismo di autorizzazione generale, avrebbe (ha) prolungato la possibilità per le reti eccedenti di continuare a trasmettere sulle frequenze terrestri fino all’attuazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la televisione digitale, di modo che tali reti non sono state obbligate a liberare le frequenze destinate a essere assegnate ai soggetti titolari di concessioni."
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"Tale legge ha quindi avuto l’effetto, secondo il giudice del rinvio, di non liberare le frequenze destinate a essere assegnate ai soggetti titolari di concessioni in tecnica analogica e di impedire ad operatori diversi da quelli che trasmettono di fatto su frequenze terrestri di partecipare alla sperimentazione della televisione digitale."
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"Pertanto, il Consiglio di Stato ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte (di Giustizia europea) le seguenti questioni pregiudiziali..omissis"
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49 "Orbene, non spetta alla Corte (di Giustizia europea) pronunciarsi, nell’ambito di un procedimento pregiudiziale, sulla compatibilità di una normativa nazionale con il diritto comunitario, né interpretare disposizioni legislative o regolamentari nazionali"
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Traduco per voi: quella Corte non puo' "giudicare" su quanto gli ha chiesto il Consiglio di Stato, non è una sentenza, ma un semplice parere, non vincolante, né per i giudici né per lo Stato italiano.
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Certo, per accorgersene bisognava leggere la "sentenza", ma volete mettere com'è più semplice che qualcun altro ce ne parli, che qualcun altro ci "informi" sulla sentenza ?
Com'è più semplice delegare ad altri, siano essi un Travaglio o una Repubblica, la
propria opinione...
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Amen.
Una bufala dell'informazione di regime di meno.
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E finisco con una citazione, dedicata ad un amico con cui discuto spesso ( almeno io...):
"la tua ignoranza è stellare: è talmente una bufala che ha perso TUTTI i gradi di giudizio fino alla corte europea sulla vicenda Europa7"

Acchiappabufale ha detto...

Europa 7 ha avuto le frequenze (questione chiusa per sempre)

“La Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione del Ministero dello sviluppo economico - comunicazioni ha oggi consegnato ai rappresentanti della società Centro Europa 7 il provvedimento con cui si consente all´emittente da questa gestita l´esercizio del canale 8 VHF per l´attività di radiodiffusione televisiva nazionale, da utilizzare in tecnologia analogica e/o digitale, secondo la tecnica della SFN (Single Frequency Network) e nel rispetto di una serie di condizioni già previste per gli attuali concessionari nazionali. Lo afferma una nota del Ministero. Lo rende noto il seguente comunicato stampa che prosegue. Il provvedimento, disposto in esecuzione della sentenza del T.A.R. del Lazio n. 9325/04, confermata dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 2624/08, è stato emanato dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 21 novembre scorso del decreto contenente il nuovo Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze, nell´ambito del quale, in esecuzione delle risultanze della Conferenza internazionale di Ginevra del giugno 2006, è stato definitivamente introdotto per la radiodiffusione televisiva l´obbligo della canalizzazione europea, da attuarsi entro il 30 giugno 2009. Una nuova canalizzazione oltre che obbligatoria, è bene sottolineare, comunque già operante nelle diverse fasi di digitalizzazione delle aree tecniche previste dal decreto ministeriale del 10 settembre scorso, recante il calendario dello switch off digitale. In proposito il Ministero, dopo il parere favorevole dell´Autorità , ha acquisito anche il consenso della Rai, con la quale sono in via di definizione le modalità di attuazione di tale operazione, anche in coerenza con il processo di conversione al digitale in corso.

A seguito della ricanalizzazione della banda III in VHF è quindi possibile disporre per la prima volta di nuove risorse frequenziali compatibili con una rete a copertura nazionale; e ciò diversamente dal passato, stante la perdurante impossibilità , anche sulla base di numerose sentenze, di procedere all´assegnazione di frequenze analogiche pianificate. L´emittente assegnataria dovrà attivare gli impianti a partire dal 1 luglio 2009 e non oltre il 30 giugno 2011. Nel realizzare l´interesse vantato da Centro Europa 7 si è tenuto comunque conto degli interessi generali rilevanti quali, in primo luogo, una razionale ed efficiente allocazione delle risorse frequenziali e una disciplina, progressivamente formatasi, per la transizione alla tecnologia digitale. Grazie alla nuova Amministrazione " conclude la nota - e in particolare nell´ambito del processo di razionalizzazione e modernizzazione del sistema radiotelevisivo portato avanti dal Sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani, si è finalmente posta la parola fine su una vicenda che, tra accuse e polemiche, si trascinava da quasi dieci anni”

acchiappabufale ha detto...

Tra l altro la rai non rinuncia al digitale terrestre, basta accendere i decoder e oltre ai tradizionali canali rai 1 2 3 puoi trovare rai news 24 , storia, sport , 4, gulp cinema etc..
Semmai non ha rinnovato il contratto in scadenza per i canali RaiSat con sky , passando questi canali al digitale terrestre.

Il caso del direttore rai dimesso , si riferisce ad angelo maria Petroni, rimosso tra molte polemiche dal Ministero dell'Economia e delle Finanze durante il Governo Prodi II, da Padoa Schioppa, ma reintegrato dal TAR del Lazio e dal Consiglio di Stato che hanno giudicato illegittima la rimozione.

Per parlare è meglio conoscere i fatti altrimenti si fa una miglior figura a stare zitti.